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il Duce e la coda di paglia dei sospetti.

il Duce e la coda di paglia dei sospetti

questo rigurgito dei divieti e dei sospetti, con l'ordine dei giornalisti(creato da Mussolini per controllare la stampa) che ora censura e punisce i giornalisti di destra (Facci, Feltri, Sallusti, Minzolini etc), la voglia di rimuove testimonianze del vecchio regime che si riteneva consegnato ai brogliacci delle storicità degli avvenimenti anche dolorosi sembra, drammaticamente ripiombare alle menti, atavici ricordi sul detto della storia: che si ripete. magari ora con un altro colore, ma sempre di divieti, di sospetti e di prepotenze indigeste, si tratta.

anche Mussolini non doveva essere un angioletto in tema delle libertà di espressione, anche canore. se credete che "Un'ora sola ti vorrei" fosse di Ornella Vanoni, vi sbagliate di grosso.

Nel 1938 fu cantata dalla mitica Fedora Mingarelli. tuttavia le parole, forse più del canto, così si narra, infastidirono il Duce. Parecchie, difatti, furono le denunce di persone sorprese (caro mio!) a cantare in pubblico la strofa "insinuante", "Un'ora sola ti vorrei / per dirti quello che non sai/ io che non so scordarmi mai / che cosa sei per me...".

Queste parole, forse più dello stesso canto furono ritenute di contenuto ironico e allusivo rivolte all'onnipresente ritratto del Duce. Coda di paglia!? 2:52
https://www.youtube.com/watch?v=jrVtt98Qkz8

Maralai

Pubblicato il 16/7/2017 alle 17.39 nella rubrica Diario.

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