
Ieri pomeriggio, ho sentito dalla radio che il governo ha reso i carburanti più
cari imponendo un rincaro sulle accise di cinquanta centesimi al litro.
Ho pensato che fosse un errore del giornalista, perchè spesso sui numeri la sparano grossa; tempo fa difatti, annunciando il Tirreno in tempesta davano onde alte oltre 28 metri. Il che ci ha fatto preoccupare per il timore che venisse spazzata via la Sardegna. Erano onde dai quattro ai sei metri. Dunque mi sono detto se fosse vero un rincaro del genere proprio in un momento di gravissima situazione economica del Paese, che è come succhiare sangue da un corpo anemico, allora ci troviamo nelle mani (o nei piedi) di un governo di
incoscienti, di un premier totalmente incapace e neppure sano di mente.
Appena potuto,ho verificato la notizia e, ahimè, corrisponde (quasi) al vero: i carburanti
costano 0, 51 centesimi in più al litro e non 50 centesimi tondi, comunque sufficiente ad appesantire il costo di tutto ciò che gravita sui consumi. Poi ho letto di ulteriori blitz
della Grdf che in alcuni ristoranti di località del turismo estivo
rinomato non avrebbe soltanto verificata la corretta emissione dello scontrino
fiscale ma preteso le generalità dei clienti. Quasi da configurare,
almeno emotivamente che andare al ristorante costituisce se non reato
una pratica di mal costume sociale, da annotare nel taccuino dello stato
etico.Lo Stato di polizia fiscale spinge l'Italia verso il crac Che giudica evidentemente una mascalzonata trascorrere un paio d'ore al ristorante. Io però non me la prendo con Monti che si sta dimostrando non un
salvatore del Paese, ma un affondatore dell’Italia; me la prendo, ed
anche con durezza, con Silvio Berlusconi che non riesce a smarcarsi da una
politica disastrosa di un governo pasticcio, messo in carica da
Napolitano per scalzare il premier Berlusconi (che visibilmente gli stava sulle palle); premier, ricordiamo legittimato dal
popolo a governare e cacciato via di brutto con un golpe a suon di spread e al canto di Bella Ciao.
Me la prendo con Berlusconi che si rende ogni giorno
di più incapace di dettare una sua agenda al governo che lui sostiene
assieme a Casini e Bersani. Questi tre leader che notoriamente si detestano tra di loro, si fanno proprio schifo, si turano il naso, poi sotto la sigla ABC (ma sono comunque riconoscibili) vanno a dare fiducia a gogò a questo governo. Per lanciarsi strali alla cicuta un minuto dopo. Casini e Bersani sostengono Monti ma
disprezzano apertamente Berlusconi, che continuano a rinfacciargli di
avere portato il Paese oltre il baratro.
Me la prendo con Berlusconi che ha
imposto l’inversione a U al Pdl che stava finalmente lanciando messaggi
di insopportazione verso il governo per prendere giustamente le
distanze da una politica patentemente vessatoria, specie dopo la gaffe di Monti sullo spread, subito raccolta da
Casini che io da sempre giudico uno scuoiatore in servizio permanente
effettivo di Berlusconi e del berlusconismo. Berlusconi ha imposto la
ritirata al Pdl, ma neppure mezza virgola è stata detta sulla carognata
di Casini che ha rincarato la dose:”Con Berlusconi in carica saremmo
stati peggio di Spagna e Grecia”. Evvai!
Sicchè Monti sta letteralmente
prendendo per la gola gli italiani e per il sedere Berlusconi; prima gli da una mazzata feroce, poi lo telefona chiedendogli scusa, Berlusconi abbocca, ridà la fiducia al governo che un giorno dopo stanga il Popolo con il rialzo insopportabile dei costi del carburante. Il deposto premier di Arcore, dopo la presa per il cxlo di Monti si sente rassicurato e impone l’inversione a U ai suoi, tra cui il malcapitato Angelino
Alfano che stavano portando allo scoperto il malcontento che trepida dentro tutto il Pdl.
Ma si rende conto Berlusconi che a questo punto del
disastro governativo di cui oramai tutti stiamo toccando con mano e subendone pesantemente le conseguenze,
l’inversione a U se la possono imporre anche i suoi elettori come si nota dai sondaggi? Come è
possibile difendere Berlusconi che continua a dare fiducia ad un governo
di incapaci che sta scassando il Paese a suon di tasse e a suon di
cingoli dell’oppressione fiscale che terrorizza le imprese,
l’imprenditoria turistica e i clienti che scelgono un pasto caldo al
ristorante di quelle pochissime località che resistono alla villeggiatura? Ce la farà Monti a distruggere anche l'economia legata al turismo dell'Italia intera, Isole comprese?
Maralai
(marionanni)
sentite questa, che non arriva dal Burundi, ma dalla città di Cagliari.
| inviato da
Maralai il 12/8/2012 alle 7:9 | |