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Diario
17 maggio 2012
La Sardegna ai ferri corti con lo Stato(italiano)
Cronache dalla Sardegna -
"Ieri in Giunta abbiamo deliberato la decisione della messa in
mora del Governo per avviare tutte le azioni in sede ordinaria,
amministrativa e costituzionale sulla vertenza entrate". Così
Cappellacci lancia il guanto di sfida contro Monti. Il decreto
ingiuntivo nei confronti dell'esecutivo Monti è stato annunciato dal
governatore, Ugo Cappellacci, durante le sue comunicazioni in Consiglio
regionale sulla cosiddetta vertenza Sardegna. Vertenza entrate, la giunta ha dato mandato a Cappellacci di mettere in mora il governo davanti al giudice
| inviato da Maralai il 17/5/2012 alle 16:42 | |
16 maggio 2012
Pianto greco e la doppia morale alla Casini
E la doppia morale all'italiana (dei Casini)
Prima sputtanato e "ucciso", poi prosciolto per innocenza nel silenzio complice dei più:
| inviato da Maralai il 16/5/2012 alle 8:57 | |
15 maggio 2012
L'Italia montiana a rischio autoritarismo?
Italia a rischio impazzimento. Dalla homepage de Il Foglio (rubrica hyde park corner), già inviato anche al sito Rivoluzione Italiana di Paolo Guzzanti in
quanto deputato della repubblica(perchè lo legga con attenzione), ed anche al sito de Il Giornale di Nicola Porro oramai “star” del giornalismo televisivo
di approfondimento e d’inchiesta, cui auspico un approfondimento e innalzi le antennine, perchè l’Italia
montiana non trasbordi nell’autoritarismo. Ragazze e Ragazzi, occio.
M ^^^^
Lo spread ammansito; vietato strillare?
Batosta alla Merkel (applausi). Lo spread a 450 punti! Il debito pubblico da
record! Il fisco opprime più che mai! L’economia al collasso totale.
Nessuno si dimette? Nessuno strilla più? Oppure è vietato strillare? Poi,
cos’è questa storia delle procure contro Grillo? E che? Stiamo diventando
oltre che da polizia fiscale anche Stato autoritario?
Radio Londra, Radio Londra, Radio Londra, toc toc, ci sei?
Mario Nanni ^^^^
e per i fini di palato (hip hip...)
| inviato da Maralai il 15/5/2012 alle 8:34 | |
11 maggio 2012
Grillo, la Rete e la politica
di Nicola Porro (blog de Il Giornale)
Ma vi ricordate quando ridicolizzavano la discesa in campo di
Silvio Berlusconi nel 1994? Con il kit del candidato, le mentine, le
convention e gli spot in tv? Poi, dopo, dissero che era tutta colpa
della televisione. E Bobbio (tocca scomodarlo) ci spiegò che non era
l’elettrodomestico in sé, non era stato il conflitto di interessi di
quegli ultimi mesi a far vincere il Cav; ma vent’anni di tv commerciale
(ovviamente lo diceva in modo negativo) digerita dagli italiani aveva
permesso il berlusconismo. Aveva creato il substrato culturale per il
quale Berlusconi, diceva snobisticamente Bobbio, non poteva non vincere.
Ecco. ...
Continua a leggere...
Nicola Porro ha sollevato un tema che io avevo cercato di proporlo tempo
fa, ossia un collegamento di rete con la militanza di base del
centrodestra liberale(e un po laburista). Quindi un collegamento a tutti
i livelli per il sostegno della maggioranza c.d. berlusconiana
nell’azione riformatrice dello Stato(quindi anche della politica). Ho
trovato un sordismo allarmante tanto da apparire noi impegnati su
internet (e non solo)una “cosa” completamente diversa e distante dallo
schieramento politico di riferimento. C’è Tocqueville che offre
consultazione ma è aggregatore autoreferenziale ove ognuno pensa per se,
sicchè produce scarsi effetti mediatici e nulla politici.
Più volte ho
tentato di riproporre l’iniziativa agli addormentati del Pdl ma
all’entusiastico si iniziale è seguito il letargo. I coordinatori del
Pdl a tutti i livelli (che andrebbero licenziati in tronco) non sono
riusciti a costruire una rete di collegamenti con la militanza impegnata
i cui costi sarebbero stati pari a zero. Ma sarebbero stati punti
preziosi di riferimento, ma anche volano di iniziative. In questi
giorni in Sardegna abbiamo vinto un referendum che taglia in un solo
colpo quattro province, riduce da 80 a 50 i consiglieri regionali,
riduce anche le loro laute indennità e cancella in un colpo solo un bel
pò di mangiatoie dell’apparato parassitario regionale.
Il coord
regionale del Pdl boicottava i referendum mentre il pres. Cappellacci lo
appoggiava; la sinistra tutta con Sel e Pd non lo sosteneva. A parte le
cronache dei quotidiani sardi non vi erano sponsor legati
all’informazione; con internet abbiamo supplito a queste carenze ma se
voi cercate referenti di schieramento per fare o ricevere anche i
complimenti non troverete interlocutori. Però anche la stampa “liberale”
non scherza; sa che esistono dei blogger impegnati, e che scrivono a
gratis, che s’impegnano a gratis, che stimolano a gratis, ma non se la
sognano nemmeno l’idea di una loro valorizzazione. A sinistra ciò non
accade. Ed infatti mediaticamente ci fanno puntualmente un c..lo così.
marionanni
Nicola Porro
@Nanni in effetti ti riconosco davvero un’isolata caparbia nell’utilizzare un mezzo così sottovalutato dai lib. Ma temo, riguardo alla dirigenza di cui parli, che ci sia un diabolico motivo anagrafico
| inviato da Maralai il 11/5/2012 alle 22:31 | |
11 maggio 2012
Fuori i soldi pubblici dalla politica?
E perchè no; la democrazia non può essere un omaggio del "Re", ma frutto di un impegno individuale costante. Anche a gratis. Tuttavia le offerte, non si buttano al "cassonetto".
M ^^^

I soldi dei rimborsi elettorali i partiti li hanno già spesi, per questo non possono tagliare la prossima rata di 138 milioni di euro. Le banche li hanno " cartolarizzati". Violante ha spiegato che il taglio dei finanziamenti elettorali è propaganda, ipocrisia. " Tagliarli è impossibile!". Lui non si nasconde dietro un dito: " Il finanziamento pubblico annuale è necessario". La soluzione è semplice, se non si possono tagliare i finanziamenti illegali, in quanto rigettati da un referendum, si taglino i partiti. Tertium non datur. Il super pensionato, 32.000 euro al mese, Giuliano Amato, riservista della Prima Repubblica, ha trovato l'uovo di Colombo, finanziamento misto: pubblico/privato " La
soluzione migliore è creare un sistema di finanziamento privato che
consenta al cittadino di elargire in funzione di un determinato
'servizio pubblico' che il partito gli garantisca. Penso a tal fine ad
associazioni in cui i cittadini discutano, si confrontino, controllino". In cosa consisterebbe per Amato questo ' servizio pubblico' da pagare ai partiti? Questo mi sfugge, o forse no. I partiti ricevono già ora un finanziamento misto pubblico/privato. Ogni anno fino a 100 milioni di euro
(negli anni con elezioni politiche e europee i contributi aumentano) da
aziende, cooperative e privati cittadini. In una legislatura un totale
di circa mezzo miliardo di euro, confrontabile con il finanziamento
pubblico. In cambio di quali servizi? Per simpatia personale? Per
vicinanza ideologica? I versamenti privati con il nome di chi li ha
erogati sono pubblicati dalla Tesoreria della Camera, ma solo sopra i
50.000 euro. Al di sotto di questa soglia il finanziamento è occulto
per legge dal 2004 per volere di Tremorti. Per motivi di privacy? Nella lista dei mecenati
vi sono privati cittadini come il presidente del Monte dei Paschi di
Siena Giuseppe Mussari e cooperative rosse per il Pdmenoelle,
costruttori privati per il Pdl, Caltagirone per Casini e Benetton per
tutti. Se i finanziamenti pubblici vanno aboliti, lo devono essere anche
quelli privati per due categorie di soggetti: i concessionari dello Stato e chi partecipa alle aste pubbliche,
per motivi evidenti di conflitto di interessi. Fuori i soldi dalla
politica. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure
Ps. Il sondaggio verrà chiuso alle ore 14 del giorno 11 maggio 2012. Vedi i risultati.
| inviato da Maralai il 11/5/2012 alle 8:16 | |
9 maggio 2012
Bim bum bam di Grillo e dei Sardi
Intanto che i partiti boicottano ilreferendum, come il coord. regionale del Pdl Settimo Nizzi, in rotta con Cappellacci che l'ha fatto proprio, e come ha fatto il PD in contrasto alla corrente soriana -Renato Soru- che l'ha apertamente appoggiato, e che siti sardisti come quello del leader "Indipendentista"(waoh!) Paolo Maninchedda Sardegna e Libertà censura da tempo Maralai, che non pubblica neppure i suoi articoli (di Maralai) di sensibilizzazione al referendum come intelligentemente hanno fatto altri siti Territoriali comeValle del Cedrino(affidereste, signore e signori, il destino dell'Isola a chi ha nel suo Dna la censura, ossia il disprezzo alla libertà di espressione, la repellenza al dialogo e al confronto sulle idee?), che fanno (zitti zitti, muti muti, silenti silenti e senza sponsor, da vere formichine laboriose) i Sardi? Si tagliano la spesa parassitaria da soli!La spending review ce la facciamo da soliMaralai(marionanni)di Diana Zuncheddu (I Foglio)
Quorum raggiunto per dieci referendum
sull’eliminazione delle province, la riduzione dei consiglieri regionali
e la riscrittura dello Statuto. I partiti boicottano ma il presidente
Cappellacci li cavalca
Altro
che Grillu (Grillo in sardo). Altro che indipendentisti. No grazie,
caro Monti-Passera-Bondi, le spese cominciamo a tagliarcele da soli,
hanno detto i sardi domenica, e saremo meglio di Grillo e di eventuali
Grillusu (Grillo al plurale). Invece di chiacchiere facciamo sul serio:
via quattro province in un giorno solo. Meglio i sardi di Grillo e Grillusu The day after il referendum E anche per Grillu e Grillinusu pagina di storia politica esaltante (in barba a Napolitano)
| inviato da Maralai il 9/5/2012 alle 15:11 | |
8 maggio 2012
"Faremo tesoro della sconfitta"; No, dovete fare le valige.
Il Pdl, come sempre, saprà ascoltare il messaggio che i cittadini hanno voluto mandare, saprà fare tesoro della “lezione” che è arrivata dagli elettori.
Il partito ha resistito ad una prova difficilissima, nella quale si è
gettato senza alleati, provato dal sostegno ad un governo che, finora,
si è connotato per un pesante aggravio della pressione fiscale. Leggi il resto di questo articolo »
Questo commento m'è partito al volo, attirato da un articolo di Mara Carfagna in risposta all'evaporazione peraltro largamente annunciata del Pdl, di questa tornata elettorale che ha decretato il trionfo di Beppe Grillo “Ora non ci potete più ignorare”e il tonfo, se non la sparizione dei partiti c.d. storici. Scrive la ex ministra:”da questa sconfitta faremo tesoro”. Ed
io le ho scritto:”ma quale faremo tesoro”! Dovevi dire “faremo le
valige”. Non vi rendete conto che avete contribuito a scassare la
società con una oppressione fiscale degna dei migliori editti dei vice
re spagnoli? Ma non vi rendete conto che la base è inviperita per il vs
sordismo?
Vi scalzano rozzamente dal potere e voi sostenete gli
scalzatori; vi fanno un golpe e voi vi schierate con i golpisti; ci
massacrano di tasse e voi sostenete senza se e senza ma i massacratori;
scassano lo stato sociale negando pensioni acquisite o esodando
centinaia di migliaia di cittadini e voi che fate? assecondate gli scassatori; Napolitano umilia il premier, sia con la Libia sia con il
pretesto dello spread, e voi che fate? Difendete Napolitano. "Napolitano non si tocca", non si sa mai. Vi
rimettono l’Imu che voi avevate giustamente, sacrosantamente abolito sulla prima casa, e
voi che fate? Sostenete l’Imu e pure maggiorata.
Siete andati al potere
per costruire un’Italia liberale e voi che fate? Difendete un governo
despota, un governo che sta scassando lo stato di diritto che non si
ferma neppure un istante a riflettere davanti alla straziante catena dei suicidi. C’è la ditta
Casini che vi vuole scuoiare da sempre e voi che fate? Lanciate appelli a
Casini per raggiungere accordi con lui. Non vi rendete conto che alla
militanza del centrodestra liberale e un po laburista fa venire l’orticaria il solo
sentire il nome di Casini? E non vi siete resi conto che l’orticaria la
fa venire anche il modulo operativo di sostegno ad un governo supponente
e pericoloso per la tenuta della stessa democrazia italiana, con
l’acronimo ABC? Ma in che pianeta vivete?
Maralai
(mn)
| inviato da Maralai il 8/5/2012 alle 7:46 | |
7 maggio 2012
Domenica di vittoria: di Hollande e dei Sardi
Ha vinto Hollande qui;ha vinto la democrazia contro il dispotismo bancario; ha vinto il Popolo
che ha riconquistato la sovranità popolare; ha vinto l’umanesimo della
politica contro la tecnica delle aritmetiche fiscali. Hollande ha promesso di fissare il tetto pensionistico a 60 anni contro gli attuali 62; e ciò dimostra di quante balle si siano serviti gli attuali despoti italiani dalle lacrime di coccodrillo per smantellare lo stato sociale, creare esodati e negare pensioni che non siano a 67 o a 70 anni di età. Ha vinto la
speranza di una Europa Politica e non fiscale basata sul consenso
democratico e condiviso tra le Nazioni, per una vera Unione degli Stati Uniti
Europei.
Monti oggi diventa ancora di più lo spettro di una politica
che affossa l’Europa mossa dagli spread del terrore bancario e dei
pareggi di bilancio, utili anche per spaventare e disorientare i popoli od abbattere avversari politici. Ha perso, rovinosamente ha perso Napolitano che ha
combinato un pasticcio gigantesco all’Italia, affidando il destino della Nazione ad un estraneo alle sue volontà, alle sue scelte e ai suoi deliberati; ha perso di brutto il capo dello Stato che ha affidato ad un governo di
presuntuosi professori che si credono degli unti dal signore le sorti della ns economia ed anche, ahimè! della ns libertà. Mi verrebbe da urlare
Viva l’Italia se non fosse che potrebbe servirsene l’attuale governo
che con il mio Viva ci sta come alla merenda il cavolo.
MENTRE per
quanto riguarda l’Isola ieri l’abbiamo davvero combinata grossa. Abbiamo pacificamente rivoluzionato gli assetti istituzionali con la potenza che un tratto di matita democratica è capace di incidere. ABBIAMO (VIVA LA SARDEGNA) raggiunto il quorum su un referendum ignorato e boicottato dai partiti per l'abrogazione delle quattro c.d. nuove province, per la riduzione del numero dei consiglieri regionali e la riduzione delle loro indennità più altre cosettine legate al parassitismo di politica e istituzioni.Referendum anticasta,Superato quorum: nell'Isola affluenza al 35,5%
Noi ci siamo dati da fare e con il ns blog ed anche con ns articoli nei blog territoriali abbiamo, nel piccolo delle ns riflessioni contribuito a sensibilizzare i sardi che hanno risposto alla grandeReferendum anti-casta, centrato il quorum: 35,5%.Ora la Sardegna, se oltre al quorum prevalessero i SI, come parrebbe scontato, grazie al Popolo Sovrano, si troverebbe con quattro province in meno. Non più Otto, ma Quattro. Ed è un incoraggiante inizio di un processo riformatore che deve riguardare l'attuazione di politiche legate alla crescita e allo sviluppo della società sarda che non riguarda soltanto la sua economia, ma riguarda anche la sua esistenza di Regione davvero a Statuto Speciale, con la sua storica aspirazione all'autodeterminazione del suo stesso destino. Maralai (mn)
| inviato da Maralai il 7/5/2012 alle 8:24 | |
6 maggio 2012
Oggi al voto: referendum e amministrative
Troppi equivoci sul governo Monti
Altro che «democrazia sospesa». Il rischio è l' autoritarismo
C on lo Stato che esige subito le tasse - anche quando ha torto: paga
e poi si vedrà se hai ragione (solve et repete) - e onora i suoi debiti
con anni di ritardo, e di fronte ai sempre più numerosi suicidi, il
rifiuto del professor Monti della ragionevole (civile) proposta Alfano
di poter scalare dalle tasse (dovute) i crediti (pretesi) rivela un
totale disprezzo dei diritti dei cittadini. Ci volevano dei non eletti
per dimostrare che un governo che non debba rispondere agli elettori è
automaticamente dispotico. Altro che «democrazia sospesa»; qui siamo in
pieno autoritarismo, mascherato da efficientismo, che sta distruggendo
quel poco di democrazia liberale che c' era continua
| inviato da Maralai il 6/5/2012 alle 9:38 | |
5 maggio 2012
Referendum Sardi; dieci SI "rivoluzionari"
Dalle parole ai fatti; le quattro province regionali sarde, non essendo statali
(come le altre quattro) possono essere oggetto di pronuncia referendaria
dal Popolo Sardo. Così hanno stabilito i giudici bocciando le pretese di boicottare i referendum. Adesso il Popolo Incazzato ha tra le sue mani quella forbice di
democrazia diretta, più volte invocata e minacciata, di abrogare le
province e di avviare finalmente un percorso virtuoso di ridurre costi di politica ed
istituzioni. Il Popolo deve sapere che il destino delle quattro province
è nelle sue mani; quindi OCCORRE ANDARE A VOTARE IN MASSA. E non fare come il coordinatore regionale del Pdl Settimo Nizzi che vergognosamente rema contro i referendum(mandiamoli un bel vaff a Nizzi), oppure come l'ala bersaniana del Pd (quella soriana-di Soru- dice SI) che invita di andare a votare e basta. Referendum, la Sardegna al voto Partiti divisi sul taglio delle Province Non andare a votare vuol significare molte cose: non
raggiungere il quorum del 33%, che vanificherebbe la prova referendaria di democrazia diretta, di decisioni senza appello. Non andare a votare vorrebbe dire anche che ci si lamenta coralmente invano di come vanno le cose in Italia ed anche in Sardegna, ma soprattutto che
è inutile lamentarsi se poi al momento opportuno, al momento delle decisioni che contano si snatura, si scansa una
proposta referendaria che va incontro a delle aspettative riformatrici delle istituzioni.
Anche la
rinuncia al voto rientra tra i diritti delle libertà individuali, ma se
il cittadino viene messo davanti ad un bivio: da un lato tagli di
investimenti, tagli di pensioni, disoccupazione giovanile a gogò,
aggravio di tasse da rendere la pressione fiscale soffocante e
socialmente insopportabile; dall'altro abrogare in un solo colpo quattro province notorialmente inutili, ridurre i costi di politica e dell'apparato burocratico regionale per avviare un processo riformatore di risparmi, un processo
di investimenti a favore dello sviluppo, credo che il cittadino
responsabile ed informato(di destra, centro, sinistra od anche degli
spigoli) non possa che decidere: SI, ABROGHIAMOLE! E diano indicazioni per abrogarne altre. Rendiamo giustizia all'Isola con DIECI SI VERAMENTE E PACIFICAMENTE RIVOLUZIONARI. Maralai (marionanni)
Il giorno 6 maggio 2012, con un'unica
convocazione degli elettori, si svolgeranno i 5 referendum abrogativi
regionali e i 5 referendum consultivi regionali, indetti ai sensi della
L.R. 17.5.57, n. 20.
Con Decreto n. 18 del
20.02.2012 il Presidente della Regione e successivo Decreto di revoca n.
9/E del 10.03.2012 ha fissato la data di svolgimento dei 5 referendum
abrogativi regionali e i 5 referendum consultivi regionali con i
seguenti quesiti:
Referendum n. 1: “Volete voi che sia abrogata la legge
regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e
modificazioni recante disposizioni in materia di “Riassetto generale
delle Province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove Province
e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?”.
Referendum n. 2: “Volete voi che sia abrogata la legge
regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di
“Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli
amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997,
n. 4?”.
Referendum n. 3: “Volete voi che sia abrogata la
deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999
(pubblicata sul BURAS n. 11 del 9 aprile 1999) contenente “La previsione
delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi
dell’art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”.
Referendum n. 4: “Volete voi che sia abrogata la legge
regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di
“Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano,
dell’Ogliastra e di Olbia-Tempio?”.
Referendum n. 5: “Siete voi favorevoli all’abolizione delle quattro province “storiche” della Sardegna, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?”.
Referendum n. 6: “Siete voi favorevoli alla riscrittura
dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di un’
Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini
sardi?”.
Referendum n. 7: “Siete voi favorevoli all’elezione
diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto
attraverso elezioni primarie normate per legge?”.
Referendum n. 8: “Volete voi che sia abrogato l’art. 1
della legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante “Provvedimenti
relativi al Consiglio regionale della Sardegna” e successive
modificazioni?”.
Referendum n. 9: “Siete voi favorevoli all’abolizione dei
consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie
della Regione Autonoma della Sardegna?”.
Referendum n. 10: “Siete voi favorevoli alla riduzione a
cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della
Regione Autonoma della Sardegna?”.
| inviato da Maralai il 5/5/2012 alle 7:27 | |
4 maggio 2012
Indifferenza dei tecnici al dramma Italia
Il bilancio del governo Monti sulla questione
fiscale è negativo. Ed è legato a quello della crescita. Passi per le
idee "tassa e spendi" del Partito Democratico, ma vorrei capire perché
mai il Pdl dovrebbe continuare ad appoggiare una ricetta che massacra il
suo elettorato.
di Mario Sechi
| inviato da Maralai il 4/5/2012 alle 8:25 | |
2 maggio 2012
Monti all'attacco: licenziamolo!
Monti sta persino passando all’attacco: dice che l’abrogazione dell’Ici
“è stato un grave errore”, e l’accusa è diretta al Pdl, ben sapendo che
per il 40% era stata tolta da Prodi. Monti sa perfettamente valutare l’effetto
politico che produce nello schieramento di centrosinistra più il Terzo
Polo la sua accusa. Ma quello che fanno gli altri va tutto bene ma il
tarlo è contro Silvio Berlusconi che (tra tante minkiate) aveva fatto una cosa sacrosanta: togliere l’Ici
dalla prima casa. Una specie di rogna contro la cittadinanza che questo
governo disastro, nato da "golpe" ha riproposto ed anche con prepotenza, anticipandone i tempi di attuazione di due anni.
Di vero c’è che alla eliminazione dell’Ici (s.p.c.) doveva seguire un
adeguato taglio alla spesa parassitaria ma ciò non è stato consentito
perchè non bisogna dimenticare che Bersani era salito perfino sui tetti e sui campanili,
che “Se non ora quando?” era stato richiamato in servizio permanente
effettivo per bacchettare i "goduriosi" (sinistra bacchettona, roba da matti!), così come tutti gli art.21 del globo in perenne fibrillazione, piemme militanti sempre in campo pur di
impedire di operare tagli o di operare e basta al precedente governo. Poi come
non ricordare la contrarietà di Fini (“non ci sono le condizioni”)
quando si era opposto all'ennesimo tentativo di Tremonti di abbassare le
tasse? Morale: questo governo sta diventando prepotente ed è ora di
mandarlo a casa prima che faccia altri danni.qui
E intanto che si manda a casa il governo occorre
mandare a casa di Napolitano la parcella del costo di senatore a vita di
Monti, di cui la Nazione non aveva necessità di una ulteriore nomina,
peraltro patentemente strumentale. L’uscita di Monti che attacca il Pdl, in realtà è una
entrata a gamba tesa nella contesa politico-elettorale cui non sottrae
il suo diretto impegno; anzi, è una autoinvestitura politica a rappresentare un
fronte anti centrodestraliberale, ma soprattutto di capeggiare un regime di polizia fiscale, e lo fa nel modo più disgustoso:
rimproverando e minacciando coloro che urlano, che protestano contro le tasse,
diventate vero martirio del cittadino.Le tasse, caro Monti è giusto
pagarle ma devono essere eque; non devono spingere il cittadino a
suicidarsi o a maledire il postino quando appare sotto casa, perchè inseguito dallo squalo del fisco.
Provi lei a pagare
tasse insopportabili senza avere i soldi per pagarle, avendo magari figli da
mantenere agli studi. E non è vero che le tasse scendono se tutti
le pagano. Questo è un concetto addirittura ingannevole e vile, per non dire
perverso; meglio pagare meno sicchè pagare tutti. Anche perchè se
l’amministrazione dello stato è colabrodo, mi permetta che il cittadino
si ribelli e che ti dica anche a muso duro che per pretendere le tasse
lo stato deve avere più cura e rispetto dei suoi (del cittadino)soldi che gli estorce spesso coercitivamente. Che aspettate, sigg. deputati che in buona fede e a
fin di bene, convinti che Monti avesse l'asso salvifico nella manica lo avete votato, a staccargli la spina? Volete per
caso supporre che sia spinto direttamente il Popolo a farlo?
Maralai (marionanni)
sull'invito di Monti ai cittadini dove operare i tagli, io a Il Foglio l'ho vista così:
Tagliare la corda
Il governo Monti invita i cittadini a inviare suggerimenti ai tecnici dove
poter calare le forbici per operare tagli; ci viene in mente uno dove il
taglio potrebb'essere drastico: la corda.
Mario Nanni
| inviato da Maralai il 2/5/2012 alle 22:57 | |
28 aprile 2012
A questo governo neppure una gelateria
La penso (e non da ora) esattamente come Piero Ostellino. Questo governo imbroglio Monti-Napolitano e la "maggioranza" che lo sostiene(ABC) stanno radendo al suolo direttamente lo stato di diritto e l'essenza stessa della democrazia italiana. Si fanno anzichè gli auguri gli scongiuri ad elezioni politiche anticipate (far pronunziare il Popolo Sovrano è diventata una sciagura) e il voto dev'essere omologato al Napolitano pensiero, che avverte tutti di prendere le distanze dai demagoghi, perchè il nuovo concetto di democrazia (e soprattutto di libertà, politica e di espressione) impone l'ubbidienza dialettica, è che tutti devono stare politicamente allineati e coperti al pensiero corrente(o frenante)qui. E se l'"incolpato", l'individuato "trasgressore" reagisce, c'è subito il caporal maggiore Bersani a calzare l'"elmetto":"Grillo: "Non tocchi Napolitano". Evvai! Maralai ^^^^ "Questo governo non potrebbe amministrare una gelateria"
di Piero Ostellino* * da il Foglio
Dopo il pagamento di luglio, il governo
effettuerà una verifica sul gettito dell'Imu e se dovesse mancare
qualcosa per far quadrare i conti potrebbe intervenire di nuovo sulle
aliquote; anche le abitazioni sfitte, la cui situazione dipende dal
mercato, cadono sotto il regime della seconda casa. L'Agenzia delle
entrate ha chiesto le siano comunicate tutte le utenze telefoniche,
comprese quelle domestiche. Commento. Primo: è la conferma che non
si intende ridurre la spesa pubblica, ma si commisura l'entità delle
casse dell'ammontare della spesa. Secondo: nessuno
amministrerebbe un'azienda con un bilancio simile; questo governo non
potrebbe amministrare neppure una gelateria. Terzo: solo il sovrano assoluto variava le gabelle secondo i propri bisogni. Quarto: il cittadino non è in grado di programmare la propria vita perché non saprà mai di quali risorse potrà disporre. Quinto:
per via fiscale, si sta instaurando un regime totalitario di socialismo
reale cui questo governo evidentemente si ispira. Ma peggio del
governo c'è certo giornalismo che fa letteralmente schifo tanto è afono e
servile davanti a tali mostruosità giuridiche ed etico-politiche.http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna¤tArticle=1E6ZW7
| inviato da Maralai il 28/4/2012 alle 16:4 | |
27 aprile 2012
La recessione e il tabù dell'euro
b.v. M ^^^

Quando si mette in discussione l'euro, la reazione indignata e corale è "Non possiamo uscire dall'Europa",
come se l'Europa si identificasse con l'euro. Si può rimanere
tranquillamente nella UE senza rinunciare alla propria moneta. Su 27
Stati aderenti alla UE, dieci
hanno mantenuto la loro divisa, tra questi Gran Bretagna, Svezia,
Polonia, Repubblica Ceca, Danimarca che non rischiano alcun default. Un
altro trucco è l'utliizzo ripetitivo del termine "moneta unica", non vi è assolutamente alcuna moneta unica europea, l'euro è limitato a 17 Stati
e chi è fuori si guarda bene dall'entrare nella zona euro. Chi è oggi
in crisi in Europa? In assoluta prevalenza i Paesi che hanno adottato
l'euro con economie cosiddette "deboli". La domanda è "Deboli rispetto a chi?",
ovviamente rispetto alla Germania. Stati come Portogallo, Italia,
Irlanda, Spagna, Grecia e forse in futuro Francia e Olanda non possono
reggere il passo dell'economia tedesca. Una moneta dovrebbe riflettere
il valore dell'economia di un Paese, ma l'euro rappresenta al più il
valore del marco. E' necessario un piano B nell'eventualità che si debba tornare alla lira. Non si tratta di essere ostili in principio
all'euro, ma di poterselo permettere. Per rimanere nell'euro stiamo
affamando il Paese, strangolando le aziende, trasferendo la ricchezza
privata a copertura degli interessi sul debito pubblico che è
(purtroppo) in euro. Se fosse in lire potremmo risolvere il problema del
debito con la svalutazione della nostra moneta. Da quando Rigor Montis
ha deciso di applicare la sua manovra di lacrime e tasse per salvare
l'Italia siamo sprofondati, hanno chiuso circa 140.000 aziende
nel primo trimestre, la disoccupazione è alle stelle e gli imprenditori
suicidi non si contano più, il valore degli stipendi è ritornato al
1983. L'IMU, l'IMU bis e il Super IMU sono alle porte. L'Italia boccheggia come una balena spiaggiata. Lo ha capito persino Draghi che di fronte alla possibile serrata del Paese ha invocato meno tasse e forti tagli alla spesa pubblica. Se
per rimanere nell'euro e pagare gli interessi sul debito alle banche,
in prevalenza tedesche e francesi, dobbiamo uccidere l'economia del
nostro Paese forse è il caso di fermarsi a riflettere. In particolare se il debito pubblico e lo spread aumentano comunque mentre veniamo strangolati. L'euro non può essere un tabù.
| inviato da Maralai il 27/4/2012 alle 22:8 | |
26 aprile 2012
Ma Hollande vale una messa?
dibattito al blog de Il Giornale, di Nicola Porro. b.v. M ^^^^
Scrive Nicola Porro:" Ma siamo sicuri che Hollande valga davvero una messa? Tutti pazzi del
francese dall’aria pacioccona. Un fetta consistente dei liberali si è
già detta entusiasta della sconfitta al primo turno di Sarkoky. E una
cospicua parte dei berlusconiani, non dice, ma sotto i baffi restituisce
all’attuale presidente francese quella risatina di sfottò, che Sarkozy
aveva riservato all’Italia, complice la Signora Merkel e una conferenza
stampa nel pieno della crisi dello spread. Ma qualcuno si è letto il
programma dei socialisti? Primo aumentare l’aliquota massima sul reddito
al 75 per cento. Secondo ridurre (sì avete capito bene, ridurre) l’età
della pensione ... Dico io; Hollande può anche "spaventare" i liberali italiani, ma almeno rianima, rivitalizza, riumanizza la politica dopo un primo inverno caratterizzato dal ghiaccio della supremazia europea dei banchieri che ha sottratto la sovranità ai popoli come quello italiano e portato al potere un governo disastro, un governo senza capo ne coda, che sta spingendo l'Italia non alla recessione, ma direttamente alla disperazione. E' liberale, democratico o quello che vi pare che un governo non riesce, non trova i modi di tagliare le spese improduttive, le spese di sperperi, di privilegi, di stipendi e pensioni fuori da ogni logica civile, spese per la politica senza limiti e controllo, mentre si scaglia per colpire alla cieca le classi medio basse, i pensionati (non quelli da favola) chi s'è costruito una casa od anche due oppure chi ha ripiegato i suoi interessi , le sue fatiche, i suoi risparmi per progredire, per costruire capanni per la mungitura di mucche o pecore?
Ma di che cosa stiamo parlando? In nome del liberismo al governo Berlusconi sono partiti dei missili nucleari quando proponeva di tassare per due anni del 5% chi guadagnava oltre 90 mila euro e del 10% che ne guadagnava dai 140 in su. Non era da liberali, toccare i liberali? Liberale è mandare alla fame il Paese e spingerlo magari alla ribellione. Perchè la storia dei suicidi dovrà pur finire. Caro Nicola, se la politica italiana intrapresa è di tipo liberale o liberista, io sono di sicuro un cardinale. Sarà poco liberale proporre di portare a 60 anni (dagli attuali 62)l'età pensionabile e rendere facoltativo il rinvio della pensione (come propone Hollande), ma chiedo seriamente se ha qualcosa di liberale, e non di follia pura lasciare decine di migliaia di persone senza pensione e senza lavoro per lo strappo riformatore del sistema pensionistico, senza le dovute le doverose cautele e gradualità(stiamo parlando di italiani e italiane non di robot), dove tra pochi anni si andrà in pensione a 70 anni; ma già da oggi si festeggia il "primato" ("il ns è il sistema più virtuoso in tutta Europa").
E' liberale quello che sta avvenendo in Italia con l'esproprio delle abitazioni da parte dello Stato? E' liberale uno Stato che terrorizza (sto parlando seriamente)il Popolo, le famiglie attraverso non i blindati ma tramite il postino? E' avviato al liberismo uno Stato che non si piega, che si mostra persino prepotente e arrogante e non si ferma un minuto a riflettere, a pensare o ripensare mentre a decine i suoi cittadini si suicidano perchè inseguiti dal fisco? Ma di che cosa vogliamo parlare? marionanni
| inviato da Maralai il 26/4/2012 alle 8:39 | |
24 aprile 2012
Radio Fornero
Questa è per Giuliano Ferrara, solita rubrica de Il Foglio, per la penosa, "sconfortante" performance di Radio Fornero di ieri sera a Radio Londra, che tuttavia s'è ben guardato di pubblicarla (almeno finora). Ci sono i blog, per fortuna, questi avanzi, scarti di democrazia e libertà che resistono, senza finanziamenti o rimborsi, che possono supplire a quegli spazi di libertà negati sui media; cui pare che anche questo governo disastro Monti-Napolitano (o v.v.), tra una mazzata ed una stangata abbia annotato, nell'agendina killer, il da farsi. E noi, per la circostanza, nello scrivere con una sola mano alla tastiera, tocchiamo pure ferro.M^^^ Radio Fornero
| inviato da Maralai il 24/4/2012 alle 17:47 | |
22 aprile 2012
L'antipolitica e il partito della Nazione; più tasse e recessione
Ma perchè (punto di domanda) quella di Grillo è antipoliticaqui? Qual è la vera politica ai tempi d'oggi? Quella che scodinzola dalla parti di Napolitano? E' forse questa la vera politica, quella che si candida a riformare e governare il Paese?guardare, prego . E se uno, uno di noi, mettiamo con le eliche di traverso, anche dopo avere dato uno sguardo al nuovo partito della Nazione, dicesse: per questo "nuovo" partito della Nazione meglio il "caos" della politica, che succederebbe? Verrebbe tacciato di fare antipolitica? M
Beppe Grillo: Discorso Elettorale
| inviato da Maralai il 22/4/2012 alle 8:17 | |
21 aprile 2012
Crolla il teorema Rubygate; la Boccassini fugge dall'aula
A quando, com'è accaduto in Spagna (mica a Marte) con il defenestramento dall'ordine giudiziario del P.M. Baltasar Garzon, per essere andato oltre i suoi doveri di requirente, di avere violato colposamente e dolosamente le regole del diritto penale e/o processuale, per avere avviato processi pretestuosi, anche in Italia si avrà il licenziamento di magistrati che si prestano alla lotta politica, che usano il potere giudiziario a fini dello sputtanamento se non della distruzione del cittadino ancora innocente, che senesbattonoicoglioni anche dei richiami del capo dello Stato alla ponderazione, scrupolo procedurale e riservatezza dell'azione giudiziaria? Ma è mai possibile che un processo che non doveva neppure essere avviato tenga la Nazione col fiato sospeso per anni e anni, e fomenti a dismisura, in modo persino intollerabile l'astio della politica o che diventi maglio chiodato a favore di uno schieramento per abbattere l'avversario numero uno?Burlesqueoni Volete sapere chi è l'avversario e che nome ha lo schieramento che vive sperando che siano i piemme ad abbatterlo, visto che politicamente appare impresa non semplice? Oppure di interessante è che l'IMU sulla prima casa si pagherà in regime una tantum?
-
Maralai
| inviato da Maralai il 21/4/2012 alle 7:41 | |
20 aprile 2012
Radio Londra e l'unità nazionale
Mi verrebbe da pensare( anche da urlare, da inveire, da sognare forconi metaforici danzanti): tutto questo casino per portare Casini al Quirinale? Appena vista Radio Londra di ieri sera m'è venuto d'istinto inviare questa "pillola" a Il Foglio, tempestivamente pubblicata nella homepage della solita rubrica.Qui Radio Londra Si spieghi meglio, onorevole Bersani b.v. M ^^^
Sicchè, caro direttore Ferrara tutti dentro con Casini al vertice? Grillo ringrazia. Mario Nanni
| inviato da Maralai il 20/4/2012 alle 8:42 | |
19 aprile 2012
Grillo vociante, dissenso partitico dilagante.
(di Davide Giacalone)
Sembra quasi che il problema della politica italiana sia Beppe
Grillo, e il suo guadagnare spazio nei mezzi d’informazione, oltre che
consensi nei sondaggi. Sembra quasi che se non esistesse l’antipolitica,
la retorica del rifiuto e dell’accusa, se qualcuno non si candidasse a
calamitare delusione e rabbia, per ciò stesso i partiti politici
godrebbero di buona salute. La demagogia e gli arruffapopolo sono sempre
esistiti, come quanti speculano sulle difficoltà oggettive. Se
l’antipolitica guadagna così tanto terreno non è perché tali attività
sono oggi più fiorenti, ma perché la politica si mostra sempre meno
all’altezza dei problemi che dovrebbe affrontare.
beppe grillo ed i cinesi (proibito in italia) Non è stato Grillo a suggerire ai segretari dei tre partiti della
non-maggioranza di sostenere che il finanziamento pubblico dei partiti
non deve essere toccato o diminuito, a dispetto del fatto che ci si
trova difronte al sensazionale ribaltamento della realtà: sempre e
ovunque ci sono stati problemi nel finanziare la politica, qui si riesce
a finanziarsi grazie al fatto che la politica e i partiti sono ricchi.
Non è Grillo ad indurli alla totale cecità di credere che la
sopravvivenza del sistema democratico s’identifica con la loro,
personale e organizzativa, sopravvivenza. In fondo ci vuol poco a capire
che sia il sistema elettorale che il finanziamento dei partiti sembrano
(sembrano?) concepiti apposta per evitare che nuovi protagonisti
spazzino via chi non è stato all’altezza del compito.
E non è stato
Grillo a indurre chi vinse le elezioni a lasciare il governo,
ritenendosi incapace di garantire la necessaria maggioranza, e chi le
perse a preferire di evitare le elezioni (dicono quelli del Pd: è stato
un gesto di grande responsabilità, da parte nostra, ma un governo
d’emergenza avrebbe ben potuto gestire la fase elettorale, e le cose
migliori il governo Monti le ha fatte proprio nelle prime settimane,
sicché non serve a molto nascondere che le urne facevano paura a tutti: a
chi avrebbe potuto perdere, ma anche a chi si candidava a vincere con
una coalizione ingestibile). Non è stato il comico genovese a insediare
un governo commissariale, che non ho mai creduto sia uno sgarro
istituzionale, ma, di sicuro, è un trionfo della non politica.continua
| inviato da Maralai il 19/4/2012 alle 18:15 | |
18 aprile 2012
Sondaggio: Crescono i partiti minori
Sondaggio: crescono i partiti minoridi Andrea Mancia
Non si arresta il trend negativo della fiducia al governo Monti.
Anche se, rispetto all'ultima settimana, il premier sembra almeno
aver rallentato una perdita di consensi che sembrava disastrosa.
Secondo l'ultimo sondaggio realizzato da Spincon.it per L'Opinione,
il job approval premier è sceso di quasi un punto percentuale,
passando dal 46,8% al 45,9%. Un calo modesto, che lascia comunque
Monti ben al di sotto della "linea di galleggiamento" del 50%.
Molto peggio la performance del governo nel suo complesso, con il
numero di cittadini italiani che hanno un'opinione positiva del suo
operato in discesa dal 41,7% al 40,8% (-0,9% anche in questo
caso)continua
| inviato da Maralai il 18/4/2012 alle 16:20 | |
14 aprile 2012
Vivere in nero e odiare gli evasori
Napolitano (qui) se la prende con gli evasori ma al presidente occorre ricordare dei tanti suicidi che avvengono in Italia da meritare ben altre inquietudini, ben altre parole risolute del capo dello Stato, in nome dell'equità fiscale, di un fisco che risollevi l'Italia e non la fulmini come sta accadendo ora più che mai. Poi occorrerebbe ricordare, assieme all'allarme evasione che negli Stati Uniti la pressione fiscale viaggia nell'ordine del 25 per cento mentre nell'Italia della recessione si attesta oltre il 45 per centoleggi. Caro presidente lo ricordi lei al suo governo pasticcio che occorre tagliare non togliere e basta, visto che la gente comune, neppure quando si ammazza per vessazione fiscale viene sufficientemente ascoltata.Vivo “in nero” e odio gli evasoriMaralai
La ricetta "brussellese" sta mostrando i suoi
limiti e pericoli, il rigore finanziario e la leva fiscale stanno
strangolando l’economia reale. Il governo deve decidere se subire tutto
questo o provare a invertire la rotta. La stabilità finanziaria è
importante, ma bisogna vedere qual è il prezzo che stiamo pagando.
di Mario Sechi
La crisi ha ucciso già 23 imprenditori Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia: "Questi gesti estremi sono un vero grido di allarme lanciato da chi non ce la fa più".
Senza soldi ai partiti democrazia a rischio / Paolo Guzzanti
segnalatomi dall'amica milanese Gemma Danesi:
Il ministro a Reggio Calabria per un
convegno parla di crisi, difende l'operato del governo e la 'sua'
riforma del Lavoro e 'bacchetta' Bonanni: "Lui fa battute, io lavoro".
Poi incontra Maria Carmela Lanzetta, che ha deciso di non dimettersi
nonostante le intimidazioni subite
| inviato da Maralai il 14/4/2012 alle 15:51 | |
13 aprile 2012
Tagli drastici, non tasse o scorciatoie!
Il
finanziamento pubblico ai partiti fu brevettato da una legge del 1974,
dopo lo scandalo dei contributi in nero versati alle forze di governo...
Per
Napolitano con la vicenda dei finanziamenti ai partiti rischiamo «la
fine della democrazia e della libertà». Ecco perché ha ragione Angelo Panebianco
Il
quarto trimestre del 2011 è stato molto negativo per l'economia
italiana. In un anno la spesa delle famiglie è scesa di oltre 1 punto,
gli investimenti delle aziende di oltre
Alesina-Giavazzi
| inviato da Maralai il 13/4/2012 alle 8:42 | |
12 aprile 2012
L'accordo sui rimborsi col trucco dell'inganno
anteprima a Il Foglio. b.v. M ^^^^
A,B, e C, e il trucco dei rimborsi
Pare che il triunvirato A, B, e C, abbia raggiunto un accordo solenne su un trucco ancora più solenne. Che sul finanziamento ai partiti, l'accordo non è sulla rinuncia alla spropositata e persino immorale rata (a fronte della miseria sociale che dilaga) di oltre cento milioni (di euro), c'è accordo non sui tagli salutari delle spese a vanvera dello Stato, non sulla parsimonia di qualche aiutino per consentire ai partiti di fare politica, qualche accordo perchè il Popolo vessato dal fisco non veda i soldi versati confluire a fiumi nelle mani o nelle tasche del tesoriere di turno, qualche accordo perchè il popolo Sovrano non abbia di notte a sognare forconi ribelli. Niente di tutto questo: l'accordo è che il fiume continui a scorrere, ma con trasparenza e controllo. Ossia che il fiume scorra, ma col trucco dell'inganno, con l'impegno di un imbroglio annunciato.qui e qui Mario Nanni
Soldi ai partiti, intesa in maggioranza Maggiori controlli, ma nessun taglio
| inviato da Maralai il 12/4/2012 alle 8:40 | |
10 aprile 2012
Basta finanziamento ai partiti; la "pagella" dei ministri
| inviato da Maralai il 10/4/2012 alle 8:36 | |
8 aprile 2012
Buona Pasqua 2012 a Tutti
Buona Pasqua (Bonas Pascas) 2012 a Tutte le amiche e
gli amici frequentatori di questo blog. Buona Pasqua
all'Italia(ne ha fortissimamente bisogno).
AUGURI.
Maralai (marionanni)
^^^^^
| inviato da Maralai il 8/4/2012 alle 8:28 | |
7 aprile 2012
Aboliamo i rimborsi elettorali
Sentiti Casini e Bersani (ma anche Alfano su questo punto non si pronuncia in modo chiaro, mentre Cicchitto complica le cose:qui)? "Occorre che sia la Corte dei Conti a vigilare sulla corretta utilizzazione dei rimborsi elettorali ai partiti". Ossia; ridateci il fiume di soldi sotto la supervisione della magistratura contabile. Ciò è fortemente ingannevole perchè i rimborsi elettorali non vanno "controllati meglio", ma soppressi del tutto. E subito, anche con un decreto di questo governo inutile.
Maralai
Per ogni euro speso i partiti ne ricevono 4,5. Fermiamo l'emorragia di soldi pubblici: SCRIVETE AL GOVERNO PER ABOLIRE I RIMBORSI
| inviato da Maralai il 7/4/2012 alle 23:16 | |
6 aprile 2012
Attentato contro la Cost.-Denunciati Monti e Napolitano
Monti e Napolitano denunciati per attentato contro la Costituzione
Giorgio Napolitano, Mario Monti, i
ministri, i membri del Parlamento sono stati denunciati per "attentato
contro la Costituzione", e non solo. A presentare l'esposto un avvocato
del Foro di Cagliari, Paola Masu.
Il Presidente della Repubblica, il
Presidente del Consiglio dei Ministri, i ministri e i membri del
Parlamento nonché tutte le altre persone eventualmente coinvolte sono
state denunciate, in particolare, per:
- 241 c.p. Attentato contro l'integrità, l'indipendenza o l'unità dello Stato;
- 270 c.p. Associazioni sovversive;
- 283 c.p. Attentato contro la Costituzione dello Stato;
- 287 c.p. Usurpazione di potere politico;
- 289 c.p. Attentato contro gli organi costituzionali;
- 294 c.p. Attentato contro i diritti politici del cittadino;
- 304 c.p. Cospirazione politica mediante accordo;
- 305 c.p. Cospirazione politica mediante associazione.
A presentare l'esposto contro Giorgio Napolitano, Mario Monti,
i ministri del governo e i membri del Parlamento (nonché ciascuno nelle
persone attualmente e medio tempore in carica in realzione all'arco
temporale interessato) è l'avvocato Paola Masu del Foro di Cagliari,
specificando che la denuncia viene presentata "in onore del
giuramento prestato e nel profondo rispetto ed in onore della
Costituzione della Repubblica Italiana, di chi l'ha sottoscritta e di
tutti quelli che per arrivare alla stessa hanno sacrificato la propria
vita".
L'avvocato Paola Masu... continua
| inviato da Maralai il 6/4/2012 alle 18:6 | |
6 aprile 2012
Lo Stato tartassa i cittadini per ingrassare i partiti
Prima di riparlare del tesoriere di Bossi occorre ribadire con forza e con ragione di quanto sia scandalosa, inaccettabile, insopportabile, vomitevole la marea di soldi pubblici(intanto che molte persone si danno fuoco o si sparano alla tempia per protestare contro la dentatura coccodrillesca del fisco italiano)che viene versata, come un rubinetto perennemente aperto, quasi dimenticato ai partiti.
Detto questo, ricordo che un mesetto fa Bossi disse, quasi volendo masticare le parole, che il Nord “potrebbe far fuori Monti”.La sparata si è rivelata davvero catastrofica. Adesso ben tre procure gli sono saltate addosso e inquisiscono la Lega da cima a fondo, e a frugare nei cassetti dei tesorieri e associati non c'è soltanto l' esercito della polizia giudiziaria, ma ci va pure il "famoso" pubblico ministeroWoodcock:? ?
Ma era necessaria, indispensabile la presenza del pubblico ministero a rivoltare la Lega? Si potrebbe dire che la presenza del PM dovrebbe garantire la massima riservatezza nella conduzione delle indagini, per assicurare all'inchiesta il massimo del riserbo, per renderla scrupolosa e credibile, che a scoprire le carte si provvedesse nel teatro dello scontro dibattimentale, mentre tutto, come stracci che volano alla rinfusa si svolge nel pieno rispetto del codice dello sputtanamento preventivo; difatti, prima ancora di un interrogatorio, ed ancor prima della conclusione delle perquisizioni, la notizia “riservata” deflagra, fuoriuscita, a quanto informa la stampa, a misura del tritacarne mediatico-giudiziario; e pare proprio sia stata fornita dal magistrato inquirente. Perchè il codice dello sputtanamento questo impone; tra la irresponsabilità e l'impunibilità degli inquirenti, polizia giudiziaria o magistrati: che prima del reato si dileggi il colpevole! Fossimo in America l’indagine sarebbe già decaduta e quel magistrato punito severamente. Ed è uno schifo che ciò non accada anche in Italia.
Poi sui soldi non me ne fotte nulla come siano stati spesi; mi inquieta che lo stato succhi il sangue anche a corpi anemici dei suoi cittadini (sudditi) che faccia pagare l'Imu persino al pensionato affidato alla casa di riposo, per poi regalarli a fiumi ai partiti, sempre più voraci, sempre più manigoldi. Il problema di fondo, quindi, è che lo Stato deve chiudere i suoi rubinetti ai partiti. miliardi di euro in 18 anniMaralai (mn)
| inviato da Maralai il 6/4/2012 alle 8:47 | |
4 aprile 2012
Fermateli! La crisi fa altre vittime.
Fermateli! Di Pietro sarà pure rozzo e violento e sicuramente lo è (La differenza tra Monti e Di Pietro), ma la politica deve intervenire su questo governo pasticcio di presuntuosi tecnocrati per l'inversione di rotta e di lotta nella politica del rigore fiscale che sta uccidendo il Paese, peraltro con la sfacciataggine (se non con la faccia di cu..lo) di prendersela con le classi medio basse ed anche con la povera gente, e di non voler neppure scalfire la casta (Tagliare gli stipendi alla casta è impossibile
), perchè l'Italia del 2012 non diventi violenta ed ingovernabile, e meno che mai abbia bisogno, per far parlare di se, per esprimere e testimoniare la sua infelicità sociale, di nuovi martiri, di altri eroi. Perchè "Felice è il popolo che non ha bisogno di eroi (B. Brecht)".Maralai(mn)
| inviato da Maralai il 4/4/2012 alle 21:44 | |
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